In questa serie, Ksenia Dolinskaya si rivolge all’URSS come a un Paese delle Meraviglie: uno Stato che prometteva di costruire un mondo ideale e si arrogava il diritto di decidere i destini umani. La storia di Alice diventa il linguaggio del dialogo sulla vita all’interno di un sistema le cui regole devono essere accettate, anche quando contraddicono l’esperienza e il buon senso.
La scacchiera è il campo dei destini umani, dove il diritto di mossa appartiene al potere. Insegnanti e mentori ne incarnano la presenza quotidiana: insegnano le risposte corrette, stabiliscono limiti accettabili e instillano l’obbedienza. La televisione produce una versione ufficiale della realtà, trasformando le menzogne in un’immagine familiare del mondo.
Il Paese delle Meraviglie sovietico è crollato, ma la questione dell’umanità di fronte al potere rimane. Attraverso una fiaba familiare, l’artista esplora il funzionamento dell’obbedienza e cosa accade a un individuo quando la sua vita diventa parte del gioco di qualcun altro.






