Ksenia Dolinskaya
Ksenia Dolinskaya è un’artista contemporanea che lavora nell’ambito del realismo psicologico. La sua pratica combina la pittura a olio a più strati, secondo le tecniche dei maestri antichi, con elementi grafici originali.
Cresciuta in una famiglia di scenografi teatrali, Ksenia ha ricevuto una formazione in scenografia. Questa esperienza ha plasmato la sua attenzione per la composizione, la drammaturgia dei personaggi e la regia. Oggi, le sue opere sono presenti in mostre internazionali e il tema centrale del suo lavoro rimane la natura della condizione umana.
Realismo psicologico
L’arte di Ksenia Dolinskaya si concentra sull’essere umano e sulla sua interiorità: desiderio, paura, vulnerabilità, potere, tenerezza e capacità di cambiamento. L’artista è interessata a stati d’animo difficili da esprimere a parole, ma resi visibili attraverso le immagini.
A questi stati d’animo conferisce una forma precisa e convincente. Il corpo, lo sguardo, il gesto, il tessuto e gli oggetti diventano partecipi di una scena in cui l’esperienza interiore acquisisce una presenza fisica. Immagini mitologiche e archetipiche le permettono di parlare di ciò che rimane in una persona al di là del tempo.
Il realismo psicologico nella sua pratica si fonda sull’autenticità dell’esperienza, incarnata in un’immagine accuratamente costruita. Ogni nuova serie rivela un aspetto diverso di questa esplorazione.
Pittura e grafica
Pittura e grafica sono due ambiti distinti nella pratica artistica di Ksenia Dolinskaya, ognuno con la propria plasticità e risonanza emotiva.
Nella pittura, l’artista impiega le tecniche a strati dei maestri antichi. Crea performance con modelli e oggetti reali, costruendo relazioni tra figura, oggetto e spazio. Strati successivi di colore le permettono di ottenere profondità cromatica, fisicità e precisione nei dettagli.
Nella grafica, Dolinskaya utilizza inchiostro nero su carta italiana fatta a mano e, in alcune opere, anche oro. Qui, l’immagine si articola attraverso la linea, la tinta, il ritmo e lo spazio vuoto della pagina. Nonostante le differenze nei linguaggi visivi, entrambi gli approcci condividono l’attenzione per lo stato interiore e la drammaturgia della presenza umana.




